Aggiornato al 9 ottobre 2026. Il 65% è un’ipotesi in discussione, non una norma approvata.
Cambiare le finestre nel 2027 potrebbe costarti molto meno. Oppure molto di più. Dipende da una decisione che il Governo non ha ancora preso e che arriverà solo con la Legge di Bilancio, a fine anno.
Se in questi giorni hai letto titoli sull’Ecobonus che “torna al 65%”, è normale che ti sia venuto il dubbio: aspetto o faccio i lavori adesso? Te lo diciamo da amici: oggi nessuno può dirti con certezza come andrà, noi compresi. Quello che possiamo fare è separare i fatti dalle voci, farti due conti semplici e darti un criterio per decidere senza ansia.
Cosa è successo davvero, in poche righe
Il 1° ottobre il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, durante un incontro con la giunta di Confartigianato, ha aperto alla possibilità di portare dal 50% al 65% la detrazione per alcuni interventi di risparmio energetico nel 2027, infissi compresi. Il Governo ha poi approvato il Documento programmatico di finanza pubblica, che apre il percorso della Manovra, e la tabella di marcia resta quella di sempre: il testo definitivo si conoscerà solo con la Legge di Bilancio.
C’è anche un freno da tenere a mente. Il ministro Giorgetti ha ribadito la necessità di tenere sotto controllo i conti pubblici, quindi il 65% dovrà trovare le risorse per esistere. Secondo le ricostruzioni di stampa, l’aliquota più alta riguarderebbe l’abitazione principale, mentre per le altre case resterebbe il 36%.
Quello che è certo e quello che non lo è
Quello che è certo, oggi:
- Nel 2026 l’Ecobonus sugli infissi è al 50% per l’abitazione principale e al 36% per le altre case
- Senza nuove norme, dal 1° gennaio 2027 si scende al 36% sulla prima casa e al 30% sulle altre
- La detrazione si recupera in 10 quote annuali di pari importo, nella dichiarazione dei redditi
Quello che non lo è:
- Se il 65% entrerà davvero nella Manovra
- Per quali lavori e con quali requisiti
- Da quando varrebbe e con quali limiti
Facciamo due conti (su una cifra d’esempio)
Prendiamo 10.000 euro di spesa ammessa. Non è un preventivo, serve solo a capire le proporzioni.
- Pagamento entro il 31 dicembre 2026, aliquota 50%: recuperi 5.000 euro, cioè 500 euro l’anno per 10 anni
- Pagamento nel 2027, senza modifiche, aliquota 36%: recuperi 3.600 euro, cioè 360 euro l’anno
- Pagamento nel 2027, se il 65% passa: recuperi 6.500 euro, cioè 650 euro l’anno
Guardala così: aspettare significa fare una scommessa. Se il 65% arriva, ci guadagni 1.500 euro rispetto a oggi. Se non arriva, ne perdi 1.400. Non è una cifra che cambia la vita, ma è abbastanza da meritare una scelta ragionata e non un colpo di fortuna.
Aspettare o muoversi? Il consiglio da amico
Dipende da una domanda sola: hai già un problema vero in casa?
Se senti il tram e il traffico anche a finestre chiuse, se ogni mattina asciughi la condensa dai vetri, se in inverno percepisci gli spifferi o d’estate la casa diventa un forno, allora non ha molto senso rimandare per inseguire un’ipotesi. Ogni stagione che passa la paghi in comfort e in serenità, e quella nessuna detrazione te la restituisce.
Se invece puoi aspettare, non c’è nulla di male, ma aspetta con un piano. Un serramento si produce su misura: tra rilievo delle misure, produzione in fabbrica e posa servono settimane, non giorni. Se vuoi che il pagamento cada nel 2026, i tempi vanno guardati adesso, non a dicembre. E se decidi di attendere la Manovra, meglio farlo con sopralluogo e preventivo già pronti, così appena le regole sono chiare decidi in pochi giorni e non parti da zero.
Perché prepararsi adesso ti protegge in entrambi gli scenari:
- Sai già cosa serve davvero alla tua casa, senza decidere di corsa sotto scadenza
- Hai le misure rilevate e le finiture scelte direttamente a casa tua
- Vedi come cambia il recupero fiscale nei tre scenari, con i tuoi numeri e non con quelli di un esempio
- Puoi decidere appena le regole sono chiare, senza ricominciare da capo
- Se scegli di procedere, hai la posa certificata PosaClima con 10 anni di garanzia sulla posa, una squadra interna senza subappalti e un cantiere riconsegnato pulito
- Su richiesta, la pratica ENEA la gestiamo noi
Tre cose da verificare prima di decidere
- Che sia la tua abitazione principale. Il 65% di cui si parla riguarderebbe la prima casa, quindi è il primo punto da chiarire.
- Che tu abbia IRPEF sufficiente da scalare nei 10 anni. La detrazione funziona così: se le imposte da pagare sono poche, il vantaggio si riduce.
- Che i nuovi infissi rispettino i limiti di trasmittanza termica previsti per la zona climatica di Milano. Questo lo verifichiamo noi al sopralluogo, caso per caso.
Per la parte fiscale ti accompagniamo con una consulenza dedicata sulle detrazioni, ma l’ultima parola sul tuo caso specifico spetta sempre al tuo commercialista. Noi ti diciamo cosa serve, lui ti dice cosa conviene sulla tua dichiarazione.
Conclusione
Il 65% potrebbe arrivare e saremmo i primi a esserne contenti. Ma una scelta fatta su un’ipotesi è una scommessa, e per le finestre di casa tua è meglio partire da qualcosa di più solido: un sopralluogo, i tuoi numeri, una decisione presa con calma.
Richiedi il sopralluogo tecnico gratuito. Veniamo a casa tua, rileviamo le misure, ti mostriamo come cambia il recupero fiscale nei tre scenari e ti aggiorniamo noi passo passo appena la Manovra prende forma.
Fonti: Confartigianato (incontro con Leo, 1 ottobre 2026); QuiFinanza, 1 ottobre; Edilportale, 14 settembre; Il Sole 24 Ore e Sky TG24, 3 ottobre; Idealista, 6 ottobre; PGCasa e Infoimpresa (DPFP, 2 ottobre); Affaritaliani (posizione Giorgetti).



